Tarquinia: la storia, turismo & ricettività, eventi e tour, mappa, cosa vedere, le città limitrofe.

La città di Tarquinia è situata su un colle alla sinistra del fiume Marta, a breve distanza dalla via Aurelia e dal Mar Tirreno. Tarquinia (vt) lazio italy è ricca di preziosi monumenti medioevali, deve la sua notoriètà soprattutto alle straordinarie testimonianze etrusche presenti sul suo territorio.
Città dai molteplici aspetti ed interessi, custodisce preziose ed autentiche testimonianze d’arte e di storia; è per questo che il turista, visitandola, viene trasportato nel passato ripercorrendo la storia più remota e misteriosa. Tarquinia capitale etrusca essa accoglie ancora oggi sul suo territorio, ricco di misteri e di tesori nascosti, le vestigia di un popolo vitale e gaio che ha saputo realizzare un sicuro modello di civiltà e di progresso. Lo spirito etrusco a Tarquinia viterbo lazio italy è ancora vivo. Città medioevale, rinascimentale e settecentesca, racchiusa all’interno di una solida cinta muraria conserva un suggestivo e caratteristico centro storico ricco di chiese, monumenti, palazzi in uno scenario di autentica bellezza.

                              

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Tarquinia vt lazio italia è anche città verde e di mare e il visitatore che oggi la scopre ha l’opportunità di praticare attività sportive, fare passeggiate o semplicemente rilassarsi sulle rive del Mar Tirreno, sotto il tepore dei raggi del sole, assaporando il gusto della spensieratezza, lontano dalla frenetica routine

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metropolitana. Così, dopo un magnifico tramonto c’è la possibilità di potersi riposare in uno splendido appartamento con giardino, di nuova ristrutturazione, situato in una tranquilla zona residenziale a due passi dal centro storico, a tre chilometri dal mare, con parcheggio libero e nelle immediate vicinanze di servizi pubblici turistici.

La Necropoli Etrusca

  

La Necropoli Etrusca, che si estende per circa 750 ettari a tre chilometri dall'abitato di Tarquinia vt lazio italia  patrimonio dell'Unesco, in località Montarozzi, è una delle più importanti tra quelle conosciute essendo ricca di tombe a camera con decorazioni pittoriche. L'uso di decorare le camere sepolcrali non è prerogativa della città di Tarquinia vt lazio italy, ma è solo qui che il fenomeno raggiunge dimensioni tali da costituire un'importante testimonianza dell'evoluzione della civiltà etrusca dal VII al III secolo a.C. Sino ad oggi si conoscono circa 200 sepolcri con pitture o tracce di pitture che ritroviamo esclusivamente nelle dimore funebri degli aristocratici. Le immagini che vi sono riprodotte tendono a ricostruire intorno alla figura del defunto scene che si riferiscono alla sua vita quotidiana, quasi a voler sottolineare, riflettendo una credenza comune a tutti i popoli primitivi, la continuità della vita oltre la morte. Tra le molteplici, sono attualmente visitabili complessivamente 14 tombe: Tombe del Cacciatore, dei Giocolieri, della Pulcella, Cardarelli, della Fustigazione, Fiore di Loto, delle Leonesse, dei Gorgoneion, dei Caronti, dei Leopardi, delle Baccanti, della Caccia e Pesca, 5513 e 5591.

Orario di Apertura: ore 8.30-19.30 (periodo estivo); ore 8.30-14.00 (periodo invernale)
Chiuso tutti i Lunedì feriali, Capodanno, Natale, 1° Maggio.
Ingresso: da 0 a 18 anni e da 65 anni in poi l'ingresso è gratuito (la stessa gratuità è valida per i cittadini stranieri a condizione di reciprocità); da 18 a 25 anni si paga il Biglietto Ridotto; da 25 a 65 anni Biglietto Intero (€ 4,00).
È possibile acquistare il biglietto cumulativo che consente, a un prezzo speciale di visitare il Museo e la Necropoli di Tarqunia vt lazio italy(€6,50).

Tel. 0766 856308

 

LA CIVITA

   Percorrendo la strada che porta a Monte Romano, dopo circa sette chilometri, una deviazione sulla sinistra conduce all'antica Metropoli etrusca, oggi detta Pian della Civita o Pian della Regina.
Sul punto più elevato del Pian della Regina  tarquinia viterbo lazio italia sono visibili le imponenti rovine di un grande tempio etrusco, edificato probabilmente nella prima metà del IV secolo a.C.. L'edificio era preceduto da una monumentale scalinata d'accesso ed era decorato da statue acroteriali fittili, di cui si sono conservate soltanto i celebri Cavalli Alati esposti nel Museo Nazionale Tarquiniense vt lazio italia.In età augustea fu collocato presso l'angolo Nord-Est un grande bacino circolare di fontana. Proseguendo verso la punta del pianoro, sulla destra, si incontra un'area in cui sono visibili resti della cinta muraria, di una porta e di edifici.

 

PALAZZO VITELLESCHIMUSEO NAZIONALE

  

Autentico capolavoro architettonico del Rinascimento con elementi in stile gotico e catalano, venne realizzato per volontà dei Cardinale Giovanni Vitelleschi tra il 1436 ed il 1439 su progetto di Giovanni Dalmata. II palazzo appartenne alla nobile famiglia tarquiniaese vt lazio italy, senz'altro la più insigne tra quelle che, tra alterne vicende, dominarono la vita politica, economica, sociale e religiosa di Cometo, sino al XVII secolo, allorché, ritiratisi definitivamente a Roma, gli ultimi eredi posero in vendita tutti i loro beni. Il palazzo venne posto all'asta nel 1892, a seguito del fallimento dell'ultimo proprietario, il Conte Soderini, e comprato dal Comune che in seguito lo cedette allo Stato. Attualmente ospita il Museo Nazionale Etrusco, considerato tra i più importanti d'Italia. Il portone principale sulla piazza Cavour immette in un arioso cortile a pianta trapezoidale il cui lato di fondo e quello destra sono caratterizzati da un porticato a duplice ordine ad arco acuto con decorazioni bicrome in macco e nenfro.
Nei mezzo del cortile si trova un pozzo ottagonale, sul cui lato posto verso l'ingresso, è scolpito in bassorilievo lo stemma dei Vitelleschi. In due ambienti posti al pianterreno, immediatamente a destra dell'ingresso al cortile sono stati collocati importanti sarcofagi, preziosi documenti della scultura funeraria del lII-I secolo a.C. tra i quali, notevoli, quello di Laris appartenente alla famiglia Partunus, quello di Velthur, anch'esso della famiglia Partunus, e quello dell'Obeso. Nella saletta a fianco si trovano i sarcofagi di membri delle famiglie Pulena e Camna. Al primo piano è esposta una ricca collezione di reperti, dal periodo villanoviano a quello romano, che documentano l'evoluzione della pittura vascolare greca ed etrusca nelle sue varie forme. Di notevole bellezza il corredo della tomba del vaso di Bocchoris (VII-Vl secolo a.C.), i vasi greci a figure nere del VI secolo a.C. la famosissima coppa dipinta con raffigurazioni delle massime divinità greche, il calice plastico di raffinata arte ionico-attica a testa di giovinetta ed una bellissima coppa con le figure di Elena e Priamo.
Al secondo piano sono collocate la cappella e l'anticappella, con interessanti affreschi del ciclo delle Storie di Lucrezia, databili al XV secolo. Nella sala, interamente restaurata e aperta al pubblico dal gennaio 2002, si può visitare l'esposizione "Tarquinia vt lazio italia Etrusca: una nuova Storia" che accoglie l'elegante scultura fittile dei cavalli alati, famosa in tutto il mondo, rinvenuta nel 1936 nella località denominata Ara della Regina, e facente parte della decorazione del frontone del tempio dell'Acropoli. Adiacente all'anticappella si trova la magnifica Sala delle Armi, da cui si gode di uno splendido panorama, utilizzata per mostre e convegni.
Sotto al loggiato è collocato losplendido monumento funebre del 1500 appartenente ad Aurelio Mezzopane, traslato in questa sede dopo la sconsacrazione della vicina chiesa di san Marco. In fondo al loggiato, sulla sinistra sono state collocate le pitture di quattro tombe (delle Bighe, del Triclinio, delle Olimpiadi, della Nave), provenienti dalla Necropoli di Montarozzi, distaccate per motivi di conservazione.

Orario di Apertura: ore 8.30-19.30 Chiuso il Lunedì
Ingresso: da 0 a 18 anni e da 65 anni in poi l'ingresso è gratuito (la stessa gratuità e valida per i cittadini stranieri a condizione di reciprocità); da 18 a 25 anni si paga il Biglietto Ridotto; da 25 a 65 anni Biglietto Intero. È possibile acquistare il biglietto cumulativo che consente, a un prezzo speciale, di visitare il Museo e la Necropoli di tarquinia vt lazio italy.

Le saline di Tarquinia e la Riserva Naturale

 

La Riserva Naturale di Popolamento Animale "Salina di Tarquinia vt lazio italy" è stata istituita nel 1980 con un Decreto del Ministro dell'Agricoltura e Foreste e del Ministro delle Finanze.
Il territorio dell'area protetta, esteso per circa 170 ettari, copre una fascia litoranea nel comune di Tarquinia vt lazio italy. La sua istituzione è finalizzata alla protezione dell'ambiente ma anche al ripopolamento di alcune specie animali sottoposte a studio e ricerca da parte di organismi pubblici e privati.


La geologia

La vegetazione della dunaIl territorio della Riserva è caratterizzato prevalentemente da terreno sabbioso; si tratta di una zona costiera prospiciente il mar Tirreno, compresa tra la foce del Fiume Marta e quella del Fiume Mignone. Gli strati geologici più antichi della zona retrostante la Riserva sono costituiti da calcare e argilla, che assieme formano il flysch, una formazione geologica sedimentaria caratteristica dell'Alto Lazio, spesso alternantesi con le rocce di origine vulcanica, depositatasi tra il Paleocene e l'Eocene (tra 60 e 40 milioni di anni fa).
Sopra il flysch si trovano le "arenarie di Manciano", arenarie contenenti gusci calcarei di conchiglie e di ricci di mare, depositatesi attorno ai 30-20 milioni di anni fa sul fondo marino, poi emerse in seguito a movimenti tettonici.
Sopra questi strati troviamo altre formazioni sedimentarie quali le argille azzurre del Pliocene inferiore (intorno ai 5 milioni di anni fa) ed il calcare di Tarquinia vt lazio italy, anch'esso pliocenico.
Nelle argille sono presenti numerosi gusci e scheletri di organismi marini che vivevano fluttuanti nell'acqua o sul fondo; nel calcare di Tarquinia invece quasi esclusivamente resti di piccoli organismi che vivevano sul fondo.
Il calcare giallastro di Tarquinia vt lazio italy, localmente noto con il nome di "macco", è utilizzato sin dal periodo etrusco come pietra da costruzione per la facile lavorabilità. Questi strati sono visibili per i fenomeni di trasgressione marina nell'entroterra che, nel corso dei millenni, hanno formato una serie di terrazzamenti naturali su diversi livelli, antiche linee di costa. Queste variazioni della linea di costa si sono succedute soprattutto nel Pleistocene, quando si sono formati degli strati geologici marini successivamente emersi dal Tirreno; due sono quelli principali: il più antico, databile tra il milione e mezzo ed i 400.000 anni fa, è precedente alla serie di eventi vulcanici che ha coinvolto la Tuscia ed è ricco di gusci di conchiglie e crostacei; il più recente, ricco di materiale vulcanico dei
complessi vulsino e vicano
, quali pomici e sabbie, in cui si trovano stratificazioni di ghiaie alternate a resti di conchiglie molto grandi (Strombus bubonius e diversi Conus) che ne permettono una datazione attorno ai 125.000 anni fa, in un periodo caratterizzato da un clima relativamente più caldo dell'attuale (circa 6°C in media), con una maggiore estensione dei bacini marini, definito "Tirreniano". Dopo il Tirreniano le diverse variazioni del clima hanno instaurato dei cicli di ingressione e successivo ritiro delle acque marine, creando i presupposti per la formazione dei cordoni litoranei, formatisi con l'accumulo di sabbia dovuto principalmente all'azione del vento: questi hanno incluso delle lagune costiere poi sfruttate dall'inizio del secolo scorso come saline.
La variazione controllata del livello delle acque contenute nei diversi bacini e la successiva evaporazione delle stesse sono il semplice meccanismo che ha portato, sin dall'antichità, alla produzione di sale marino.


La vegetazione

Nella Riserva dunque troviamo due tipi principali di vegetazione, quella che cresce sulla duna costiera e quella che vive negli ambienti della salina.
Sulla duna crescono soprattutto graminacee e piante diverse che costituiscono un manto erboso perenne; tra di esse ricordiamo la canna Phragmites australis, l'Eryngium maritimum ed il candido giglio marino (Pancratium maritimum).
Nell'ambiente iperalino, cioè fortemente salino, della zona retrostante la duna costiera, troviamo soprattutto delle piante succulente, quali la Suaeda fruticosa e l'Inula chritmoides, la Salicornia europaea e la Sarcocornia perennis.
L'ambiente delle saline è caratterizzato da una forte salinità dei suoli e delle acque, per questo ospita un numero di specie vegetali ed animali inferiore a quello di altri ambienti, data la sua particolarità.Nelle acque, in cui la salinità talvolta è superiore nettamente a quella del mare, prospera ad esempio un alga dal colore rosato, la Dunaliella salina. La presenza di elevate quantità di sali minerali nell'acqua e nel suolo crea una forte aridità, chimica più che climatica, che consente la vita solo ad alcune specie vegetali, le piante dette "alofite", che vivono cioè in suoli salini. Queste piante devono sviluppare degli stratagemmi simili a quelli adottati dalle piante dei territori desertici. tra questi:
- la creazione di riserve d'acqua (come i cactus);
- la riduzione della superficie delle foglie e quindi la loro esposizione ai raggi solari;
- la loro impermeabilizzazione mediante uno strato ceroso autoprodotto;
- l'espulsione continua dei sali accumulati mediante ghiandole apposite. tarquinia vt lazio italy.


La fauna

Un lepidotteroSebbene si tratti di un ambiente salmastro, la Riserva si presenta come un'area umida di grande valore naturalistico, in cui sono presenti diverse specie di uccelli, stanziali e di passo. Tra di essi ricordiamo la garzetta (Egretta garzetta), l'airone cinerino (Ardea cinerea), il fenicottero rosa (Phoenicopterus ruber), il Cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus) e la sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides). Nutrita la colonia di anatidi e di gabbiani; questi ultimi si giovano anche della vicina discarica di Tarquinia con i suoi rifiuti. Ma numerose altre sono le specie di uccelli che frequentano l'ambiente umido e quello limicolo, trovando protezione e rifugio nella Riserva, poco frequentata dall'uomo. tarquinia vt lazio italy
Tra i mammiferi presenti si citano l'istrice (Hystrix cristata), la volpe (Vulpes vulpes), la puzzola (Mustela putorius), il tasso (Meles meles) ed il raro gatto selvatico (Felis silvestris).

La storia

Adiacente alla Riserva della Salina di Tarquinia sono gli scavi di Graviscae, Gravisca, il porto principale della Tarquinia etrusca, città a forte vocazione commerciale e marinara, attiva nel periodo della thalassocrazia etrusca sul Tirreno. L'emporio che sorgeva nel porto era frequentato da naviganti e mercanti provenienti da tutti i paesi del Mediterraneo, ma soprattutto dai Greci che, grazie alla lungimiranza e tolleranza etrusca, vi possedevano un santuario. Le dediche rinvenutevi ci attestano l'esistenza del culto di Apollo: tra queste un cippo d'ancora in pietra con dedica al dio da parte di un famoso mercante dell'antichità, Sostratos di Egina, ora conservato al Museo Archeologico di Tarquinia vt lazio italy

L'impianto delle saline, in cui erano impiegati numerosi carcerati, è stato realizzato all'inizio del XIX secolo (1805) dal Governo Pontificio: è costituito da cinquanta vasche la cui profondità progressiva facilita l'evaporazione dell'acqua di mare e la successiva creazione dei cristalli di sale, costituiti in prevalenza da NaCl, cloruro di Sodio.
Dopo l'Unità d'Italia l'impianto passò al Governo Italiano che dal 1862 aveva istituito il regime di monopolio per la produzione e vendita del sale, attive sino agli anni '70 dello scorso secolo; attualmente la produzione è definitivamente cessata e la visita è consentita solo contattando il Corpo Forestale dello Stato tarquinia vt lazio italy

 

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